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Coronavirus. Gli alimenti non sono veicolo del virus




Che cos'è un Coronavirus?


I Coronavirus sono una famiglia di virus che hanno come bersaglio le cellule epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale, causando reazioni sotto forma di raffreddore, febbre e problemi respiratori.


Ad oggi, sono sette i Coronavirus che l'uomo conosce a partire dagli anni '60 e l'ultimo è stato identificato per la prima volta a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019.


Quello che causa l'attuale epidemia è, quindi, un ceppo "nuovo" al quale è stato attribuito il nome SARS-CoV-2, che provoca una malattia respiratoria chiamata Covid-19.



Impatto nazionale.


In seguito al manifestarsi di casi di Covid-19 nel nostro territorio nazionale, sono state emanate delle ordinanze al fine di gestire e contenere il contagio del virus.


La più recente è il DPCM emanato il 9 marzo 2020 dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che prevede l’estensione di una serie di misure di contenimento all’intero territorio nazionale [1].



Conseguenze per l'industria alimentare.


A causa dell’emergenza Coronavirus le paure alle frontiere si manifestano anche verso il commercio dei prodotti alimentari.


Alcune associazioni hanno denunciato, nei giorni scorsi, il fermo di un lotto di Grana Padano alla frontiera greca, sebbene, nelle ore successive sia emerso come tale misura non fosse stata richiesta dalle autorità greche, bensi’ da parte di un singolo importatore, il quale avrebbe preteso che, per far entrare il prodotto italiano in Grecia, fosse apposto sul prodotto un bollino "virus-free” che ne certificasse la salubrità.

Resta ovviamente palese come la richiesta dell'importatore sia da configurarsi contra-legem e palesemente ingannevole per il consumatore, violando tanto l'articolo 7 (pratiche leali di informazione) del Regolamento UE 1169/2011 sull’informazione al consumatore, quanto le norme generali poste a tutela del consumatore (in Italia, ad esempio, il codice del consumo).


In seguito a questi episodi il Ministero delle Politiche Agricole, in continuità con quanto dichiarato da EFSA, ha rassicurato circa l’assenza di prove che gli alimenti possano costituire fonte di trasmissione del virus.



Le rassicurazioni di EFSA.


EFSA sta osservando la situazione relativa all'epidemia di coronavirus (COVID-19) e ha specificato in una propria nota come attualmente non ci siano prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile del virus.


Marta Hugas, direttore scientifico di EFSA ha specificato che "Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) e il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi. Al momento non ci sono prove che il coronavirus sia diverso in nessun modo".


Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), inoltre, ha affermato che, mentre in Cina sono stati gli animali la probabile fonte dell'infezione iniziale, il virus si sta diffondendo da persona a persona, principalmente tramite goccioline respiratorie che le persone emanano quando starnutiscono, tossiscono o espirano.


In ogni caso scienziati ed enti di tutto il mondo stanno monitorando la diffusione del virus e non si registrano segnalazioni di trasmissione tramite il cibo. Per tale motivo l'EFSA non è attualmente coinvolta nella risposta ai focolai epidemici di COVID-19. L'agenzia sta tuttavia controllando la letteratura scientifica per eventuali nuove e pertinenti informazioni.


Per quanto concerne la sicurezza alimentare l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha emanato una serie di raccomandazioni precauzionali tra cui consigli di buone pratiche igieniche durante la manipolazione e la preparazione dei cibi, come ad esempio lavarsi le mani, cucinare a fondo la carne ed evitare potenziali contaminazioni crociate tra cibi cotti e non [2].



Le pratiche igieniche suggerite dall'OMS.


L'OMS ha pubblicato nelle scorse settimane alcuni vademecum contenenti preziosi suggerimenti relativi alla manipolazione di prodotti alimentari [3].


In particolare l’OMS prescrive:


l’uso di differenti coltelli per tagliare carni crude e prodotti cotti e una generale attenzione alle condizioni igieniche con cui vengono manipolati gli alimenti prima del consumo;


il lavaggio delle mani a seguito della manipolazione di carni crude e prodotti cotti, assicurando, tuttavia, che anche nelle zone di focolai le carni possono essere consumate in totale sicurezza.




Circolare del Ministero della Salute


L’assenza di rischi di trasmissione del coronavirus all’uomo a mezzo di prodotti alimentari è stato anche escluso dalla recente circolare 2.3.2020 del Ministero della Salute con cui, oltre a rassicurare i consumatori rispetto a tale aspetto, lo stesso Ministero ha definito un elenco di attività differibili ed un elenco di attività di controllo indifferibili all’interno dei territori classificati come zone rosse





[1] https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/09/20A01558/sg

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg


[2] https://www.efsa.europa.eu/en/news/coronavirus-no-evidence-food-source-or-transmission-route


[3] https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public



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