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Etichettatura in Europa. Verso una revisione del Regolamento UE 1169/2011?



Con l’adozione della Comunicazione relativa alla Strategia “Farm to Fork” lo scorso maggio (1), la Commissione Europea ha manifestato l’intenzione di promuovere scelte alimentari sane e consapevoli attraverso “un'etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell'imballaggio obbligatoria e armonizzata”, nonché di valutare “la possibilità di proporre l'estensione a determinati prodotti dell'obbligo delle indicazioni di origine o di provenienza”.

La Comunicazione Farm to Fork, inoltre, si pone l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare, individuando tra le azioni utili a tale scopo una revisione dell’indicazione della shelf life nell’etichetta dei prodotti alimentari.


L’etichettatura nutrizionale fronte pacco, l’indicazione d’origine e la shelf life sono pertanto oggetto di valutazione da parte della Commissione europea che, entro la fine del 2020, intende avviare una consultazione pubblica per raccogliere l’opinione delle parti interessate su un’eventuale revisione del Regolamento UE 1169/2011.


L’etichettatura nutrizionale FOP e l’indicazione d’origine, in particolare, sono state in questi anni oggetto di differenti opinioni, sia tra operatori del settore alimentare, che tra Stati membri.

Per quanto riguarda l’etichettatura nutrizionale fronte pacco, dopo l’adozione dell’etichetta a semaforo britannica, la Francia ha proposto il Nutriscore, sistema che è stato raccomandato a livello nazionale da alcuni Stati membri (2), e aspramente criticato da altri (3).

L’Italia ha nel contempo avanzato una propria proposta (4), il Nutrinform Battery.

In questo panorama fortemente diviso si inserisce il compito della Commissione di armonizzare la questione in sede europea.

Nell’intenzione dell’esecutivo europeo rientra anche la riapertura del dibattito sull’attuazione dei profili nutrizionali, previsti dal Regolamento CE 1924/2006 sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute, ma mai implementati per differenti vedute tra Stati membri e parti interessate.


Sull’origine, invece, dopo l'adozione di una serie di decreti nazionali, la Commissione avrebbe deciso di mettere ordine, prevedendo l’indicazione obbligatoria per alcune categorie, da individuare a seguito della consultazione delle parti interessate.


Queste le azioni dirette che avrebbero un sicuro impatto sul Regolamento UE 1169/2011.


Ma l’impatto della Strategia Farm to Fork sull’etichettatura sarebbe più ampio.

La Commissione ha infatti aperto un tavolo di discussione sull’etichettatura del benessere animale per alcuni prodotti di origine animale e ha aperto una consultazione pubblica volta a normare le indicazioni sulla sostenibilità ambientale dei prodotti, anche in vista di un’eventuale etichettatura ambientale dei beni di consumo, sulla scorta di quanto già avviene per gli elettrodomestici (5).


Le etichette degli alimenti sembrano pertanto in fase di ulteriore evoluzione.



1) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52020DC0381&from=EN

2) Francia, Belgio e Germania.

3) Italia, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Lettonia, Romania e Cipro.

4) https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16147

5) https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12511-Environmental-performance-of-products-businesses-substantiating-claims


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