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Sostituzione olio di girasole. Nota MISE su flessibilità in materia di etichettatura



In data odierna il Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di fornire riscontro alle segnalazioni pervenute relativamente alle criticità determinate dalla sospensione delle esportazioni di alcuni alimenti dall’Ucraina, tra cui l’olio di semi di girasole, ha emesso una nota contenente indicazioni temporanee volte ad affrontare l'emergenza in relazione all'etichettatura dei prodotti alimentari riformulati per ovviare alla scarsità di materia prima.


Il Ministero, nella nota odierna, riconosce infatti come l'Ucraina rappresenti il principale coltivatore di girasoli al mondo e come, "entro un mese, con l’attuale andamento dei consumi, le scorte di olio di semi di girasole siano destinate ad esaurirsi".


Nella nota, il Ministero dello Sviluppo Economico prende atto che "la situazione potrebbe inoltre complicarsi ulteriormente, se il conflitto dovesse proseguire, perché salterebbe la semina, prevista in primavera. Secondo le stime attuali, entro breve termine, questo olio non sarà più disponibile e le imprese dovranno quindi riformulare i propri prodotti".


La nota prosegue specificando come "oltre al problema dell’approvvigionamento e dell’individuazione e impiego dei possibili sostituti" sia "necessario individuare soluzioni per risolvere il problema delle etichette, che andrebbero aggiornate riportando gli ingredienti che sostituiscono l’olio di semi di girasole, in conformità al regolamento UE 1169/2011".


A tal fine il MISE, riconoscendo che che le etichette e gli imballaggi ordinati e utilizzati dalle imprese riportano tra gli ingredienti “olio di girasole”, "tenuto conto della difficoltà a provvedere in tempi rapidi alla stampa di nuove etichette e dei relativi costi, e in considerazione della complessità del quadro attuale, identifica, quale soluzione volta a garantire la sicurezza per i consumatori, salvaguardando nel contempo le esigenze del settore la previsione, in via transitoria, di alcune soluzioni ponte.


La nota, nello specifico, prevede "l’introduzione, attraverso il getto d’inchiostro o altri sistemi equivalenti (es. sticker adesivi), di una frase che indichi quali oli e/o grassi siano stati impiegati in sostituzione dell’olio di girasole, segnalando l’eventuale presenza di allergeni".

La nota precisa inoltre che "i claims che indicano la presenza o assenza di determinati oli vegetali o claims comparativi, in caso di sotituzione dell’olio di girasole, dovranno essere opportunamente modificati, eventualmente tramite etichettatura aggiuntiva o altra analoga modalità, per garantire la corretta informazione dei consumatori.


Inoltre il MISE specifica che "la distribuzione al dettaglio inoltre dovrà ricorrere a idonei strumenti volti ad informare tempestivamente il consumatore sulla possibile sostituzione dell’olio di girasole mediante avvisi nei punti vendita con apposita cartellonistica, collocata ben evidentemente, in prossimità degli scaffali dei prodotti contenenti olio di girasole" prevedendo, in aggiunta ulteriori informazioni da inserire nei social, siti aziendali, ecc.


La nota segnala infine come "tenuto conto del possibile perdurare di incertezze in termini di approvvigionamento di oli e grassi vegetali, per la stampa delle nuove etichette, in via transitoria e segnalando sempre l’eventuale presenza di allergeni" sia consentito riportare nella lista degli ingredienti "la dizione generica della categoria oli e grassi vegetali seguita dalle origini vegetali potenzialmente presenti, in considerazione delle forniture disponibili - es. “oli e grassi vegetali (girasole, palma, mais, soia, ecc.)”.


Su tale ultimo aspetto il MISE specifica di voler interessare i servizi della Commissione, sottolineando, tuttavia, come, in assenza di misure armonizzate, la nota abbia, nella sua interezza, valore nel solo territorio nazionale.